Il Basket in carrozzina


Il Basket in carrozzina è uno sport per disabili, relativamente conosciuto anche dal pubblico sportivo in generale.

Esso si caratterizza per la complessità delle scelte tecnico-tattiche individuali e di squadra, che riproducono in tutto e per tutto quelle di una partita di pallacanestro per normodotati.

Storicamente questa disciplina è stata una delle prime ad essere state utilizzate dal neurologo inglese Ludwig Guttmann come terapia riabilitativa per i reduci del secondo dopoguerra.

Le Regole

Prima di iniziare ufficialmente l'attività, tutti gli atleti sono sottoposti ad una valutazione sul campo da parte di una Commissione Classificatoria.

In base alle capacità funzionali residue, ad ogni giocatore viene così assegnato un punteggio che a livello internazionale va da 0,5 a 4,5.

Cioè ad un handicap maggiore (e quindi a potenzialità fisiche minori come, ad es. un paraplegico con scarso o nullo controllo del tronco) corrisponde un punteggio di 0,5 punti e, viceversa, ad un handicap meno importante (es. un amputato ad una gamba sotto il ginocchio) corrisponde il punteggio maggiore.

In Italia, è possibile schierare in campo, tra gli altri, un giocatore normodotato, classificato come punto 5 (questa è una regola transitoria a scopo promozionale).

Al fine di garantire il massimo equilibrio tra le squadre in campo, durante le partite la somma dei valori di ogni quintetto non deve superare i 14,5 punti. Questa regola è nata quando Nazionali come quella di Israelestravincevano i campionati mondiali con in campo quintetti composti per lo più da poliomielitici, che avevano potenzialità fisiche superiori a quelle degli americani che giocavano con squadre di paraplegici.

Per dominare sulle altre formazioni, si manifestò la tendenza ad escludere dalle selezioni, e persino dalle squadre di club, i paraplegici per schierare in campo poliomielitici o amputati che conservavano un controllo del tronco e delle braccia (e, conseguentemente, della carrozzina) molto maggiore rispetto ai primi.

INFRAZIONI

1° fallo
Nel Basket in carrozzina non è consentito sollevarsi dal sedile della carrozzina (è considerato un fallo tecnico)
2° fallo
Un giocatore, in possesso di palla, senza effettuare un palleggio, non può imprimere più di due spinte alla propria carrozzina. Il giocatore, prima di imprimere una terza spinta, dovrà necessariamente eseguire un palleggio;
3° fallo
Non è consentito sollevare da terra contemporaneamente le due ruote posteriori con la palla in mano;
4° fallo
un giocatore è considerato fuori campo nel caso in cui le ruote piccole o grandi della carrozzina tocchino o superino le linee di delimitazione del campo.

Con la regola dei 14,5 punti in campo una squadra che schiera, ad esempio, due amputati da 4,5 è costretta a ricorre a giocatori con una bassa classificazione, quasi sempre paraplegici, appunto, per non superare tale quota.

Per il resto non esistono sostanziali differenze di regolamento rispetto al basket per normodotati; sono previste però delle infrazioni particolari: non è consentito sollevarsi dal sedile della carrozzina (è considerato un fallotecnico), avanzare con la palla senza palleggiare dopo due spinte, sollevare da terra contemporaneamente le due ruote posteriori con la palla in mano. Inoltre è considerato fallo intenzionale, punito con 2 tiri liberi e possesso palla alla squadra avversaria, trattenere con le mani la carrozzina dell'avversario. In sostanza si può dire che il basket in carrozzina è uno dei pochi sport per disabili che schiera contemporaneamente in campo atleti con diversi tipi di disabilità e soprattutto diverso potenziale fisico.

Il padre fondatore delle attività fisiche dei disabili

Sir Ludwig Guttmann(Toszek, 3 luglio 1899 – 18 marzo 1980) è stato un neurologo e dirigente sportivo tedesco naturalizzato britannico, celebre per aver promosso le attività fisiche dei disabili ed averne organizzato il movimento sportivo, di cui è considerato il padre fondatore.

Nell'ambito delle sue funzioni decise di promuovere fin dall'inizio lo sport come metodo principale di terapia, utilizzandolo per plasmare e/o riplasmare i suoi pazienti con un fisico forte ed il rispetto di sé.

Dal 1952, organizzò i cosiddetti Giochi di Stoke Mandeville per disabili,cresciuti nel tempo fino ad avere oltre 130 partecipanti stranieri.

Nel 1956 Guttmann, onorato con la Coppa Fearnley, decise di portare i giochi a Roma nel1960, poi riconosciuto come I giochi paralimpici, manifestazione che continua tutt'oggi con crescente successo.

Nel Regno Unito fondò altresì l'Associazione Britannica Sport Disabili (1960) e ricevette i gradi di ufficiale e poi di commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico.